“Riguarda tutti noi” racconta le difficoltà, le barriere ma anche la possibilità di aprirle che un docente carcerario affronta. Il messaggio è che se l’istruzione/formazione fallisce o non arriva in quei luoghi chiusi e totalizzanti a pagare non è solo chi sta dentro, a pagare siamo tutti noi. Dietro le sbarre non mancano solo la libertà e gli spazi: mancano opportunità. L’istruzione/formazione, valorizzando le competenze pregresse di ciascuno, diventa allora una delle poche strade per ricostruire identità, dignità e possibilità future. Per questo raccontare ciò che accade nelle scuole carcerarie non significa parlare solo dei detenuti, ma parlare di noi come società, di ciò che scegliamo di vedere o ignorare. Una società che non offre strumenti di crescita e reinserimento produce più recidiva, più conflitto, più marginalità. Una società che invece investe su percorsi cuciti addosso come un abito ovunque, anche dove sembra impossibile genera sicurezza, lavoro, comunità.